Didattica

Attivita' Didattica

La Sezione Didattica ha iniziato la sua attività nel 2011, all'atto di fondazione dell'Associazione stessa, con lo scopo di avvicinare i giovani al patrimonio storico-artistico della città e far conoscere il museo come luogo di scoperta suscitando nei giovani visitatori il desiderio di ritornarci. Con esperienza e metodologia realizza percorsi didattici in Musei, Chiese, Scuole Grandi e mostre cittadine

I nostri Obiettivi
-    Sensibilizzare i giovani in modo diretto ed efficace al patrimonio artistico che li circonda.
-    Stimolare l’osservazione e il coinvolgimento per imparare a conoscere in modo attivo il museo come luogo di scoperta.
-     Fare in modo che uscendo dal museo si provi il desiderio di ritornarci.

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Modalità di visita
Il percorso didattico si svolge attraverso le sale espositive del museo prescelto. Si considera l’edificio che ospita il museo inserito nel contesto urbano circostante con un itinerario esterno che permette di approfondire la conoscenza del territorio. La durata complessiva può variare da una a due ore. Affinché la visita non rimanga un episodio isolato, del materiale di supporto da rielaborare in classe rende più completo questo importante momento formativo.
Vi è inoltre la possibilità di completare il percorso formativo con dei laboratori pratici nei quali si approfondiscono le varie tecniche artistiche e i partecipanti producono i loro manufatti.

 

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Il percorso prevede una visita alle principali collezioni del museo. Il gruppo potrà anche scegliere di approfondire la conoscenza di una sezione in particolare.

L’Appartamento Storico di Palazzo Reale
Un viaggio nella storia con re e regine illustri tra i fastosi arredi dell’appartamento storico del palazzo.

Museo di Capodimonte
Il museo ospita le collezioni Farnese e borbonica che costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. L'origine della raccolta Farnese si deve all'azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l'interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Museo di San Martino
La visita si svolge all’interno della Certosa, dove è possibile ammirare la splendida chiesa e i chiostri e una serie di collezioni, tra cui quella presepiale, che nel corso del tempo hanno reso veramente unico il patrimonio di questa istituzione museale.

Museo della Ceramica in Villa Floridiana
Il Museo della Ceramica in Villa Floridiana ospita una delle più importanti collezioni di porcellana esistenti al mondo.

Villa Pignatelli
Questa villa costituisce l’unico esempio di casa-museo a Napoli e ospita al suo interno una ricca collezione di porcellane e di mobili d’epoca.

Castel Sant’Elmo
Dapprima cittadella delle truppe, poi carcere militare, l'immenso complesso è rimasto per secoli un corpo sostanzialmente estraneo allo sviluppo civile fino a che è diventato sede d’iniziative espositive e manifestazioni culturali che ne hanno modificato la vocazione e, di conseguenza, il ruolo urbanistico.

Cappella Sansevero
Situato nel cuore del centro antico di Napoli, il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s’intrecciano creando qui un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo.

Area archeologica di San Lorenzo Maggiore e Museo dell’Opera
La fase più antica dell’area archeologica di San Lorenzo Maggiore è rappresentata dall’agorà greca di V sec. a.C. In età romana sfruttando il pendio della collina, la piazza si estese su due livelli, a monte ed a valle di via Tribunali: la zona inferiore, destinata alle attività commerciali, e quella superiore riservata a funzioni politiche. Il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, all’interno del complesso conventuale nel cuore del centro storico, ospita numerose testimonianze che ripercorrono la storia della basilica e del sito su cui essa sorge, dall’età greco-romana all’epoca vicereale ed oltre.

Castel dell’Ovo
Sull'antico Isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell'Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l'uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da " quell'ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino".

Parco di Virgilio
Il Parco Vergiliano a Piedigrotta (altrimenti detto Parco della tomba di Virgilio) contiene le tombe di Giacomo Leopardi e di Virgilio, un colombario di età romana nel quale giacciono le ossa del grande poeta latino, nei pressi dell'imbocco della Crypta Neapolitana , imponente galleria d'epoca romana che collega il quartiere di Mergellina con quello di Fuorigrotta.

Grotta di Seiano
La grotta di Seiano è una galleria sotterranea scavata nella pietra tufacea della collina di Posillipo che unisce via Coroglio alla Gaiola, passando per la baia di Trentaremi. Deve il nome a Lucio Elio Seiano, prefetto di Tiberio, che secondo la tradizione nel I secolo d.C ne commissionò l'allargamento e la sistemazione; il primo traforo era stato realizzato una cinquantina di anni prima dall'architetto Lucio Cocceio Aucto per volere di Marco Vipsanio Agrippa, per collegare la villa di Publio Vedio Pollione e le altre ville patrizie di Pausilypon ai porti di Puteoli e Cumae.

Castel Nuovo e Museo civico
Il museo civico di Castel Nuovo è un museo di Napoli inaugurato nel 1990 ed ubicato all'interno dell'omonimo castello, meglio noto come Maschio Angioino.
La raccolta museale inizia con alcuni ambienti del castello quali la cappella Palatina e la sala dell'Armeria, per poi arrivare ai primi due piani nei quali sono esposti sculture, oggetti e dipinti dall'epoca medievale al tardo ottocento.

Chiostro di Santa Chiara e Museo dell’Opera
Il museo è allestito negli ambienti che un tempo ospitarono gli appartamenti delle monache del convento. Attraverso il suo percorso espositivo conosciamo le vicende della costruzione e lo sviluppo storico e artistico della cittadella monastica francescana.

Pio Monte di Misericordia: chiesa e pinacoteca
Il Pio Monte della Misericordia è un'Istituzione, fondata da sette giovani nobili napoletani, che da quattro secoli si dedica alla beneficenza e all'assistenza. Nato nel 1601, e autorizzato dal re Filippo III di Spagna nel 1603, svolge attività di carità cristiana ispirandosi alle Opere della Misericordia Corporale. La sua antica sede, con lo storico palazzo e la chiesa eretti nel secolo XVII, conserva un vasto patrimonio storico artistico, tra cui uno dei capolavori più noti di Michelangelo Merisi da Caravaggio ed una ricca Quadreria di dipinti di diverse scuole ed epoche.

Palazzo Zevallos Stigliano
Il Palazzo Zevallos (o Palazzo Colonna di Stigliano) è un palazzo monumentale di Napoli ubicato nel quartiere San Ferdinando. Il palazzo ospita l'omonima galleria museale in cui sono visitabili alcuni ambienti dello storico edificio, alcuni dipinti di autori napoletani, una tela di Gaspar van Wittel e l'ultimo Caravaggio, il Martirio di sant'Orsola (1610).

Banco di Napoli
L'Istituto Banco di Napoli - Fondazione persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale su tutto il territorio nazionale e all'estero. Tra le principali attività anche una mission privilegiata: la gestione, la tutela e la valorizzazione dell'Archivio Storico della Fondazione, il più grande archivio di natura bancaria al mondo, nel quale sono raccolti preziosi documenti capaci di dischiudere, a studiosi e appassionati, 500 anni di storia napoletana, meridionale, italiana, europea e di paesi extra-europei.

La Galleria e gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
La galleria dell'Accademia è un'istituzione museale di Napoli fondata nel 1864, e ubicata nel palazzo che ospita l'Accademia di Belle Arti. Le opere presenti nel museo riguardano diversi periodi storici, seppur risulta prevalere il numero di quelle eseguite dagli stessi allievi dell'Accademia, nel corso dell'Ottocento.

Scavi di Santa Restituta e battistero di San Giovanni in Fonte nel Duomo di Napoli
La basilica di Santa Restituta è l'antica chiesa cattedrale di Napoli: di origine paleocristiana è raggiungibile dalla navata sinistra dell'attualecattedrale di Santa Maria Assunta.

Complesso basilicale paleocristiano di Cimitile
L’attuale centro di Cimitile si sviluppò a seguito dei continui pellegrinaggi presso il sepolcro di San Felice, primo vescovo di Nola, sepolto in un’area precedente occupata da una necropoli pagana. Il complesso basilicale di Cimitile, dedicato a San Paolino, costituisce una delle testimonianze più significative dell’arte paleocristiana in Europa.

Scavi di Pompei
Su un pianoro roccioso formato da un’eruzione antichissima è posta la città di Pompei che venne ricoperta da una pioggia di lapilli e ceneri per 6 m di altezza durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Grazie a quest’evento catastrofico e al conseguente stato di conservazione degli edifici è oggi possibile visitare una vera e propria città romana.

Scavi di Ercolano e MAV
La fondazione mitica di Ercolano è attribuita da Dionigi di Alicarnasso ad Eracle di ritorno dalla Spagna. Diversamente da Pompei, nel 79 d.C., fu ricoperta da una fiumara di fango piroclastico per un’altezza di circa 20 m circa che ha consentito una perfetta conservazione anche dei materiali organici (vegetali, tessuti, legno, etc.).

L'Antiquarium e la Villa di Boscoreale
Inaugurato nel 1991 dalla Soprintendenza archeologica di Pompei, l’Antiquarium di Boscoreale espone reperti archeologici provenienti da tutti i principali siti dell’area vesuviana (Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabiae, Terzigno, Boscoreale) attraverso i quali, e con il supporto di apparati didattici, si ricostruiscono le caratteristiche principali del territorio in epoca romana e le modalità dell’utilizzo delle risorse naturali da parte dell’uomo.

La Villa di Poppea ad Oplontis
Il nome di Oplontis compare per la prima volta nellaTabula Peutingeriana, copia medievale di una mappa stradale itineraria di tutto l’impero romano, risalente, forse, all’età augustea.
L’antica Oplontis è stato un centro residenziale, che ha conosciuto diverse fasi edilizie e ampliamenti successivi e che comprende ville (A e B) con una stazione itineraria per il cambio dei cavalli, terme, un albergo per i viaggiatori e luoghi di ammasso e di smercio dei prodotti agricoli (villa B).

La reggia di Portici e Museo Ercolanense
"La Lanterna di re Carlo. Un museo del Settecento nell'era digitale". Nell'ambito della struttura polimuseale all'interno della Reggia di Portici (museo delle macchine agricole; museo entomologico; museo botanico) è dedicato alla memoria del Museo delle Antichità di Ercolano, che Carlo di Borbone volle, nel palazzo nato come residenza estiva a partire dal 1738, per ospitare i reperti che venivano alla luce grazie agli scavi archeologici intrapresi nelle zone vesuviane e che dopo pochi anni, divenuti troppo numerosi, furono poi spostati e andarono a costituire il nucleo fondamentale del Museo Archeologico di Napoli.

Le Ville Vesuviane
Le "Ville Vesuviane" sorsero maggiormente nel XVIII secolo, nei dintorni della Reggia di Portici. I Borbone, grandi cacciatori, amavano trattenersi nella nuova residenza, le nobili famiglie che formavano la corte vollero avere tutte la villa vicina a quella reale. La campagna vesuviana fu così punteggiata di edifici sontuosi, la maggior parte di tali edifici eran distribuiti sul territorio Ercolanese (all'epoca conosciuta come Resina).

Museo archeologico dei campi Flegrei
Il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, inaugurato nel 1993, è ospitato all’interno di una fortezza di età aragonese, opportunamente restaurata ed adeguata alla nuova destinazione espositiva, collocata sulla sommità dell’alto promontorio che chiude a Sud il golfo di Baia, e dal quale si domina l’intero golfo di Pozzuoli e le isole di Capri, Ischia e Procida. Nel museo sono esposti reperti archeologici unici e di straordinario valore provenienti dai Campi Flegrei.

Parco archeologico di Baia
Il versante della collina di Baia è occupato da strutture archeologiche disposte su terrazzamenti e denominate Terme di Baia. Il complesso si presenta come una serie di residenze costituite da nuclei architettonici separati, organizzati su diversi livelli di terrazzamento e messi in comunicazione tramite scalinate.

Pozzuoli: Anfiteatro Flavio e Macellum
Sorta come colonia militare romana nel 194 a.C. non lontano dalla greca Dicearchia, Puteoli divenne scalo mercantile di Roma e uno dei principali porti commerciali del Mediterraneo. Dell’antico centro sopravvivono cospicue testimonianze monumentali quali l’Anfiteatro Flavio, edificato in sostituzione di uno più antico (in parte conservato) divenuto insufficiente, ed il Macellum noto come "Tempio di Serapide" , in realtà sede del mercato.

Solfatara
La Solfatara di Pozzuoli è uno dei 40 vulcani che costituiscono i Campi Flegrei ed è ubicata a circa tre chilometri dal centro della città di Pozzuoli. Si tratta di un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato quiescente che da circa due millenni conserva un'attività di fumarole d'anidride solforosa, getti di fango bollente ed elevata temperatura del suolo. La Solfatara rappresenta oggi una valvola di sfogo del magma presente sotto i Campi Flegrei, grazie alla quale si riesce a mantenere una pressione costante dei gas sotterranei.
Scavi di Cuma: acropoli e città bassa
Dell’antica Cuma – la prima delle colonie di popolamento greche in Occidente, fondata ai danni delle locali popolazioni osco-sabelliche nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da Euboici – Calcidesi precedentemente stanziatisi nell’emporion di Pithekoussai (poi Aenaria nell’isola di Ischia) – sono attualmente visitabili l’acropoli con i Templi di Apollo e di Giove, il primo impianto dei quali risale all’età greca, e il cosiddetto “Antro della Sibilla”, riferito dalla tradizione al culto oracolare di Apollo ma sorto quasi certamente per scopi difensivi.

Piscina Mirabilis e Grotta della Dragonara
Assai ben conservata è la “Piscina Mirabile”, già nota nel ‘500: una grandiosa cisterna rettangolare scavata nel tufo e scandita da 48 pilastri, la quale, collegata all’acquedotto augusteo del Serino, garantiva l’approvvigionamento idrico della flotta misenate. Analoga funzione è da attribuire alla cosiddetta “Grotta della Dragonara” lungo la spiaggia di Miseno.

Cento camerelle
Il monumento consiste in una struttura di cisterne pertinenti ad una villa. L’edificio risulta composto di due parti sovrapposte, del tutto indipendenti, orientate diversamente e risalenti ad epoche diverse.

Sorrento: Museo Correale di Terranova
Passeggiando nelle sale di questa splendida dimora, decorata come un’antica residenza nobiliare, con mobili preziosi, raffinate porcellane europee ed orientali e rari dipinti napoletani e stranieri, si può ancora cogliere quella straordinaria atmosfera fatta di luci, colori e profumi per cui un tempo Sorrento andò famosa.

Sorrento: Chiesa, Monastero e Chiostro di San Francesco
A pochi metri da Piazza Sant’Antonino, dove sorge la basilica dedicata al Santo patrono di Sorrento, in Piazza Francesco Saverio Gargiulo – nelle vicinanze della Villa Comunale – sorge un trittico storico incastonato in una parete di tufo noto in Penisola come “complesso conventuale di San Francesco d’Assisi”. Gli elementi caratterizzanti il trittico sono: la Chiesa, il Monastero ed il Chiostro.

Sorrento: Museo Bottega della Tarsia Lignea
Il Museobottega della Tarsialignea conserva preziosi e pregiati esempi di questa produzione locale e documenta la cultura ed il paesaggio in cui essa nacque e fiorì.

Piano di Sorrento: Museo Georges Vallet - Villa Fondi
Il museo archeologico territoriale della penisola sorrentina, intitolato all’archeologo e studioso George Vallet, è ospitato nelle sale della spendida villa Fondi di Sangro. La villa e il suo splendido parco, acquistata dal comune di Piano di Sorrento, è un pregevole esempio dell’architettura Neoclassica, è posta in una straordinaria posizione panoramica che guarda verso il Vesuvio e il golfo di Napoli, subito a picco sul mare, sopra la marina di Cassano. Concepita come uno spazio polifunzionale e parco pubblico, oltre al museo archeologico ospita una moderna sala congressi una sala mostre e una caffetteria.

Amalfi: Duomo
L’elemento più antico della struttura è certamente la Basilica del SS. Crocifisso, edificata prima dell’anno 833. Accanto ad essa nel 987 sorse l’attuale Cattedrale dando vita ad un’unica maestosa cattedrale metropolita a sei navate, poi divisa in due chiese in epoca barocca. Il Campanile venne iniziato nel 1180 ed ultimato nel 1276; del 1206 invece la costruzione della Cripta, destinata ad accogliere le sacre spoglie di S. Andrea Apostolo. Ultimo in ordine di tempo il Chiostro del Paradiso, edificato tra il 1266 e il 1268.

Amalfi: Museo della carta
Il Museo della Carta di Amalfi è un'ex-cartiera trasformata in museo nel 1969 per volere di Nicola Milano, proprietario della cartiera ed appartenente ad una delle famiglie amalfitane famose per essere state operanti nella produzione e fabbricazione della carta di Amalfi (o carta bambagina). Il museo, situato nella Valle dei Mulini, nella parte interna della città, ospita i macchinari e le attrezzature impiegati nell'antica cartiera per realizzare la carta a mano.

Capri: Certosa di San Giacomo
La certosa di San Giacomo è il monastero più antico di Capri. Edificato nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla Regina Giovanna I D'Angiò, la certosa ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach.

Capri: Villa Jovis
Villa Jovis è il nome della principale residenza costruita nel I sec. d.C. dall'Imperatore Tiberiosull'Isola di Capri. Estesa su un'area di circa 7.000 metri quadri domina l'intero promontorio di Monte Tiberio e la conca che scende verso Cesina. La vista che si può godere dal lato nord abbraccia buona parte del Golfo di Napoli, spaziando dall'Isola di Ischia fino a Punta Campanella, mentre il lato su affaccia sul centro di Capri.

Capri: Giardini di Augusto
Se si hanno poche ore per visitare Capri e si vuole portare a casa la più classica delle foto con i Faraglioni sullo sfondo allora è d'obbligo la tappa ai Giardini d'Augusto. I Giardini di Augusto sono costituiti da una serie di terrazze di fiorite affacciate da un lato sui Faraglioni di Capri, dall'altro sulla Baia di Marina Piccola e i tornanti di Via Krupp. Intorno la Valle della Certosa, il Monte Tuoro, il Monte Tiberio e il Monte San Michele e le tipiche abitazioni capresi con i soffitti a volta.

Ischia: Museo di Villa Arbusto
Villa Arbusto, così detta dal toponimo della località documentato fin dal '600, è situata in incantevole posizione panoramica sull'altura prospiciente la piazza S. Restituta, di fronte al promontorio di Monte di Vico, il sito dell'acropoli di Pithecusae, mentre a pochi passi a ridosso del parco si trova il quartiere metallurgico dell'VIII sec. a.C. inlocalità Mazzola.

Ischia: Scavi di Santa Restituta
Il Museo Archeologico con gli scavi è annesso alla Chiesa di Santa Restituta ed è assolutamente da visitare perchè uno dei più interessanti al mondo. Il museo,è sorto alla metà del XX secolo, in coincidenza con l'inizio degli scavi che portarono alla luce interessanti elementi strutturali di età ellenistica, romana e paleocristiana.

Ischia: Castello Aragonese
Chi viene ad Ischia non può non notare quel piccolo isolotto ad est, nel mare di Ischia ponte. E’ castello Aragonese, emblema dell’isola per tante ragioni. Una è soprattutto la sua bizzarra bellezza geologica di enorme scoglio, che solo ad un secondo sguardo rivela essere una antica cittadella

Caserta: La Reggia e i giardini
La Reggia di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. É circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana, in cui sono presenti diverse fontane e la famosa Grande Cascata, e il giardino all'inglese, caratterizzato da fitti boschi.

Caserta: Il sito serico di San Leucio
Il sito acquistato nel 1750 da Carlo III di Borbone in cui Ferdinando IV volle fondare la Real Colonia di San Leucio, piccolo nucleo urbano rappresentativo di una città ideale (Ferdinandopoli) in cui dare attuazione ad un programma innovativo di riforme sociali, introducendovi inoltre la manifattura della seta.

Caserta: Il borgo di Caserta Vecchia
Il borgo di Casertavecchia è meta di interesse turistico per via del Duomo, del campanile, dei resti del castello e delle strade dell'intero borgo che ricordano lo splendore di un tempo che fu.
Il notevole panorama fruibile in molti punti del borgo, la frescura estiva e i numerosi locali e pizzerie fanno sì che spesso gli abitanti dei dintorni vadano a trascorrere il sabato sera nelle vie del borgo.

Sant’Angelo in Formis: borgo e chiesa
Gli affreschi dell’Abbazia di Sant’Angelo in Formis forniscono al visitatore il meglio conservato esemplare di Bibbia illustrata dell’XI secolo. L’edificio é in un luogo che da 2500 anni è sacro, perché sull’area dell’antico tempio - dedicato al culto della dea Diana- fu eretto il nuovo - dedicato all’Arcangelo Michele - conservando sostanzialmente lo stesso perimetro e lo stesso pavimento.

Santa Maria Capua Vetere: Anfiteatro e museo
L'anfiteatro Campano o anfiteatro Capuano, è un anfiteatro di epoca romana della città di Santa Maria Capua Vetere, secondo per dimensioni solo al Colosseo, al quale probabilmente servì come modello essendo stato, verosimilmente, il primo anfiteatro del mondo romano. Annesso all’anfiteatro è il Museo dei Gladiatori dove, con innovative soluzioni espositive, sono stati per la prima volta presentati al pubblico gli elementi superstiti della decorazione dell’Anfiteatro Campano.

Santa Maria Capua Vetere: Mitreo
Il monumento, un sacello dedicato al culto di Mitra, antica divinità di origine persiana, costituisce uno dei maggiori esempi tra i rari santuari mitraici con decorazione pittorica.
Capua: città e Museo Campano
Il Museo Provinciale Campano di Capua (noto anche come Museo Campano) è un museo storico dell'antica Campania (poi di Terra di Lavoro e oggi compresa nella Provincia di Caserta). Conserva la più importante collezione mondiale di Matres Matutae, dette anche Madri di Capua, provenienti dall'antica Capua.

Teano: l’area archeologica
Teanum Sidicinum sorse nel IV secolo a.C. al confine settentrionale della Campania, in posizione strategica per l'accesso al territorio laziale attraverso la valle del Savone. Ancor prima della nascita della città il sito, per la collocazione favorevole, fu sede di santuari frequentati almeno a partire dal VI secolo a.C.: ne sono testimonianza i più antichi materiali rinvenuti nel santuario in località Loreto, fuori dell'attuale centro abitato, notevolmente ampliato in concomitanza con l'espansione della città verso la pianura in epoca ellenistico-romana.

Teano: la Cattedrale
La chiesa di San Paride ad Fontem (o San Paride fuori le mura), fu la prima cattedrale della città. Risalente al IV - V secolo, si presenta all'esterno come un unico corpo, senza campanile, costruito in tufo. Al suo interno è articolata in tre navate. La parte retrostante l'altare, è abbellita con affreschi ritraenti il mito di san Paride e il dragone. Deve il suo nome alla vicinanza di una sorgente, che veniva utilizzata come fonte battesimale.

Certosa di Padula
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande certosa in Italia, nonché tra le più famose, La certosa fu fondata da Tommaso Sanseverino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio. La sua struttura richiama l'immagine della graticola sulla quale il santo fu bruciato vivo. La storia dell'edificio copre un periodo di circa 450 anni.

Paestum: scavi archeologici e museo
Detta dai Greci Poseidonia, dagli Italici Paistom e Paitos, dai Romani Paestum, fu una delle più ricche e fiorenti colonie greche dell'Italia meridionale lungo la costa occidentale del Tirreno.

Battistero di San Giovanni in Fonte e agriturismo
Viene definito e, non a torto, uno scrigno di storia, di cultura e di religiosità. E' ilBattistero paleocritiano di San Giovanni in Fonte, ubicato ai confini tra Padula e Sala Consilina. Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte è il solo al mondo che utilizza l'acqua battesimale attingendola direttamente dalla sorgiva sulla quale esso sorge, la sua costruzione risale ai primi secoli del Cristianesimo.

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